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sabato 29 aprile 2017

LA FILOSOFIA, MEDICINA DELL'ANIMA - (SAPER ASCOLTARE)

SAPER ASCOLTARE.
L'ascolto è una delle pratiche fondamentali per il conseguimento di quella conoscenza di sè che è a sua volta la premessa per liberarsi dalle inquietudini e pervenire alla serenità interiore.
SAPER "ASCOLTARE" in odo corretto significa poter trarre "il massimo profitto" da una conversazione e in particolare falla frequentazione dei filosofi.
Plutarco nel suo libro "L'Arte di Ascoltare" indirizza  un giovane che stà per accostarsi all'apprendimento della filosofia e, mentre gli fornisce preziosi consigli sulle norme di comportamento che dovrà seguire, espone principi pedagogici di fondamentale importanza e di straordinaria modernità.
LA FILOSOFIA MEDICINA DELL'ANIMA
Per Plutarco, la "Virtù" non è un concetto astratto, ma l'armonia e la misura della vita.
Non è una disposizione eroica di anime elette e tantomeno una meta lontana e irraggiungibile, ma il frutto del progressivo formarsi di una coscienza morale, che è a sua volta educazione della volontà e abito intrinseco dello spirito.
Per questo, contrariamente a quel che diceva Platone, si può insegnare: in caso contrario, si ucciderebbe nell'uono/donna la possibilità di una crescita personale e civile.
Se per il Socrate platonico è sufficiente conoscere il  bene per praticarlo e l'errore e la colpa sono frutto di ignoranza e del cattivo orientamento spirituale che ne deriva, PLUTARCO, più realisticamente, riflette sull' UMANA DEBOLEZZA.
Per raggiungere la virtù non basta sapere in che cosa consista il "bene", e nemmeno la volontà, da sola, è condizione sufficiente: c'è una via da seguire, lunga e impegnativa, scandita da tappe obbligate, la prima delle quali è la conoscenza di sè e dei propri vizi e difetti, delle proprie passioni.
I mali dello spirito sono più insidiosi di quelli fisici appunto, perchè è più difficile averne coscienza.
"Se le malattie della carne sono denunciate da alterazioni della temperatura e dolori improvvisi, i mali insiti nell'anima sfuggono invece ai più, e per questo sono più gravi, in quanto tolgono a chi ne è affetto la PERCEZIONE DELLA LORO PRESENZA.
La ragione, quando è sana, si rende conto della malattia del corpo, ma se è anch'essa compartecipe ai mali dell'anima, non ha facoltà di giudicare le sue affezioni, perchè è affetta  proprio la parte con cui giudica.
La principale e più grave delle malattie dell'anima è la mancata conoscenza di esse, che fà si che il vizio irrimediabilmente coabiti con la maggior parte delle persone e insieme con loro viva e muoia.
Il primo passo è liberarsi da una malattia e rendersi conto della sua presenza, il che porta chi ne è affetto all'uso di rimedi opportuni:chi invece non sospetta nemmeno d'essere malato, non sà di che cosa ha bisogno e anche se ha a portata di mano il rimedio, lo rifiuta".